Floriana Rinaldi racconta la nuova linea “Dal bianco al blù” di Artic

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I Colori possono stupire o farci sentire a casa: lo sanno bene Artic e Floriana Rinaldi, la designer jesina a che ha curato il progetto Dal bianco al blù.

I colori fanno vibrare l’anima.

Sono in grado di suscitare emozioni, di evocare ricordi e

sensazioni; comunicano energia, passione, allegria, serenità, autorevolezza.

Possono stupire o farci sentire a casa: lo sanno bene Artic e Floriana Rinaldi, la designer jesina a cui il nostro brand ha affidato il progetto Dal bianco al blù  che oggi si evolve arricchendosi di nuove nuance,proprio di quel bianco e di quel blu che danno nome al progetto.

Al Sigep 2019 – il Salone Internazionale dedicato alla Gelateria, alla Pasticceria, alla Panificazione Internazionale e al Caffè, durante il quale il gruppo Clabo è stato premiato per la Migliore Digital Strategy – Floriana Rinaldi ci ha raccontato questa nuova sfida all’insegna non solo del colore come filosofia di vita, ma anche della personalizzazione.

Come nasce il progetto Dal bianco al blù?

Il progetto nasce con l’idea di interpretare qualcosa di nuovo, in una linea industriale dove ci siano carattere e tanto colore.

E i materiali?

I materiali sono inconsueti e vengono esaltati dai colori attraverso accostamenti nuovi. Per esempio, abbiamo utilizzato le microresine, materiali estremamente contemporanei e di design che vengono posati da artigiani: proprio questa artigianalità è una caratteristica rivoluzionaria; spesso si è portati ad associare i progetti industriali a materiali semplici eomologati. “Dal bianco al blù” propone lavorazioni pensate e realizzate per rendere il locale di ogni cliente unico.

Quali sono le sfide che hai dovuto affrontare nel creare una linea industriale?

La sfida è stata di poter creare un prodotto industriale facilmente personalizzabile. Nell’ambito industriale da sempreci sono state delle tendenze codificate, come per esempio l’utilizzo del nero. Abbiamo cercato di creare qualcosa di totalmente nuovo che desse ai clienti la possibilità di personalizzare i propri locali, creando un ambiente che rispecchiasse a pieno la loro personalità e il loro progetto imprenditoriale. Quindi, essere generosi nei colori, giocare con le grafiche, proporre materiali di pregio ma competitivi nei costi e promuovere la tradizione con prodotti che raccontano il nostro made in italy.

Quale pensi sia il punto di forza del progetto?

“Dal bianco al blù” esce dai cataloghi, dalle regole e supera il consueto. Il bello della linea è proprio che non ha confini, linee guida, raccomandazioni. Parola d’ordine osare, divertendosi!

Cosa ha apprezzato di più il pubblico finora?

La cosa che mi spiazza di più e della quale ne sono molto felice è di vedere sfogliare il catalogo come se fosse una rivista da leggere, annotare per farsi ispirare. Gli imprenditori che si sono affidati ad Artic hanno molto apprezzato il fatto che “Dal bianco al blù” abbia diverse sfaccettature, punti di vista inconsueti.

Le mode 2019 in tema di colore ti hanno influenzata nel progettare “Dal bianco al blù”?

Penso che le mode dovrebbero servirci per farci riflettere e da esse bisognerebbe tirarne fuori un pensiero, un’idea. Da un po’ di tempo si parla di “personalizzazione” un gran concetto per dire che l’unicità e la diversità sono temi che funzionano e che amo percorrere. DalBiancoAlBlu vuole raccontare non la mia storia, il mio stile, ma un’ insieme di tante unicità. Per il progetto “Dal bianco al blù” mi sono lasciata ispirare dai film di Wes Anderson e dalle sue scelte cromatiche fuori dal comune, forti e strabilianti.

C’è, tra quelli che hai creato, un modello che preferisci?

Mi piacciono tutti, sono le tante sfaccettature delle mie visioni che offro a chi osserva e sfoglia il catalogo. I colori esercitano una grande forza, ci permettono di esprimere il nostro umore, il nostro stile e perché sceglierne uno quando si possono avere tutti!! Non ci pensiamo mai ma credo che siano un gran dono.

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